Capo Verde ha già messo in atto una serie di misure per bloccare l’eventuale ingresso del virus Ebola nel paese. Il controllo stretto negli aeroporti e nei porti di Capo Verde è la prima misura preventiva, ha annunciato il direttore generale della Sanità, Antonio Delgado.

Capo Verde ha ricevuto 6.350 kit di attrezzature dalla Organizzazione Mondiale della Sanità per la prevenzione di Ebola. Il set con maschere, guanti, occhiali e altri materiali sono destinati per gli operatori sanitari, in questa prima fase di prevenzione.
Il rappresentante dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in Capo Verde, Disadidí Ambrose, ha detto che anche se non vi è alcun caso registrato nel paese, l’OMS e il Ministero della Salute riconosce l’importanza di preparare ed educare gli operatori sanitari per l’uso di tali attrezzature in caso di urto. Per Disadidí, “il rischio zero non esiste” ed è quindi venuto per aiutare Capo Verde nella prevenzione e nella preparazione degli operatori sanitari.
Già il ministro della salute, Cristina Fontes Lima, dice aspettarsi più kit per i laboratori e per l’eventuale raccolta di dati. Ma avverte che è solo una misura precauzionale e che “non c’è motivo di allarmarsi.”
A livello di controllo nei porti, il funzionario ha comunicato che S. Vicente ha ricevuto una barca dalla Guinea, ma questo non ha presentato alcun problema. “Il rischio zero non esiste. Tuttavia, Capo Verde è in una posizione più sicura perché non ci sono frontiere terrestri”, ha sottolineato.
“Le autorità di frontiera e della sanità sono state allertate”, ha detto Antonio Delgado. Prodotti alimentari come la carne saranno controllati rigorosamente per sbarrare l’ingresso di scimpanzé o di carne di scimmia nel paese, in quanto sono i principali focolai di trasmissione del virus. C’è anche maggiore controllo in entrata dei cittadini della costa africana.
Sono state adottate altre misure “per rafforzare e aggiornare le conoscenze dei professionisti sanitari, al fine di rimanere attenti a possibili casi che possono sorgere”, dice Delgado. Alcune apparecchiature per la diagnosi e materiali per la protezione di professionisti che rispondono a questi casi sono già stati ordinati.
L’attenzione si concentra sulla prevenzione, in quanto non vi è alcuna cura per la malattia che ha ucciso 61 persone in Guinea Conakry e cinque in Liberia. “Vogliamo fare una barriera all’entrata,” ha detto António Delgado, anche avvertendo che i sintomi di Ebola sono simili a quelli dell’influenza, ciò che li differenzia è la presenza di sanguinamento.
Il direttore generale della Sanità dice che non c’è motivo di panico. Consiglia ai cittadini di prendersi cura dell’igiene personale, evitare il contatto diretto con persone infette e cadaveri. Ma, avverte: se si arrivasse a un caso accertato, l’infettato andrà al più vicino ospedale, dove rimarrà isolato per il trattamento sintomatico.

Per scongiurare questa epidemia si sono mobilitati sia il governo che le autorità sanitarie capoverdiane. E’ in questo senso che un comitato tecnico ha già cominciato a indagare su un possibile focolaio della malattia nel paese. Il Senegal, paese collegato per via aerea a Capo Verde, ha chiuso i suoi confini con i paesi contagiati.

AGGIORNAMENTO 20/08/2014
Il capo del governo di Capo Verde, José Maria Neves, ha annunciato il divieto, per un periodo provvisorio di tre mesi, per l’entrata nel paese a persone provenienti da paesi colpiti dal virus Ebola. Sospesi i viaggi delle delegazioni ufficiali di questi paesi e sconsigliato il viaggio per i cittadini e residenti di Capo Verde a questa regione, come prevenzione epidemica. Allo stesso tempo, si indurisce la sorveglianza interna e intensifica le campagne di sensibilizzazione.

Fonte: ASEMANA
Luogo: Capo Verde